
(Palermo, Italia)
Sullo stesso altare su cui rimase la Natività di Caravaggio dagli inizi del 1600 fino al suo furto nel 1969, il 25 dicembre 2023 è stata collocata l’opera “Assenza” di Bosoletti.
Nel medesimo giorno è stato inaugurato il murale nel quartiere Sperone.
Un’opera doppia che crea un ponte tra due luoghi apparentemente opposti della città di Palermo che trovano il loro collegamento attraverso il racconto della Natività rubata.
Da un lato una tela realizzata ed esposta all’interno dell’Oratorio di San Lorenzo nelle misure originali del dipinto di Caravaggio, dall’altro un muro di 7 piani nella periferia. Entrambi i dipinti, nella grande differenza dei loro supporti, reincarnano la Natività scomparsa.
Necessariamente questo dipinto è imperfetto, necessariamente non è finito, necessariamente non è bello.
Sua intenzione è rimarcare la storia di un furto, e denunciare, una volta in più, l’incuria e il degrado, ambientale e sociale, che hanno permesso a qualcuno di entrare in un posto abbandonato che doveva essere di tutti per rubare un quadro senza che nessuno se ne accorgesse.
Non si sente la mancanza di qualcosa se non ci accorgiamo nemmeno della sua assenza.
Perciò quest’opera non celebra la bellezza della Natività né la genialità di Caravaggio, celebra la memoria che avrebbe dovuto salvarle.
Il negativo vuole essere come una rivelazione di ciò che non si vede più, come le radiografie di un dipinto durante il suo restauro.
Nel murale, le macchie, le strisce, le colature, la scelta di non dipingere l’intera parete e di lasciare a vista il muro sottostante e i segni del tempo sono un intralcio alla contemplazione puramente estetica e costringono lo spettatore a posare lo sguardo su una realtà completamente diversa da quella sacra.
Il capo è forzato in una posizione scomoda, come quando si ammira una pala d’altare.
Ma sull’altare, e nelle periferie abbandonate, di quella epifania divina resta da mirare solo l’assenza.
Nel 1989 le vicende legate al furto della Natività di Caravaggio ispirarono lo scrittore Leonardo Sciascia a scrivere il suo ultimo romanzo, “Una storia semplice”. È sua questa riflessione, ancora attuale.
“L’Italia è il paese dell’arte: ma le opere d’arte vadano in malora.
Ancora una volta dobbiamo amaramente constatare che questo non è un paese civile. Non lo è nelle baracche dei terremotati e degli immigrati, a Montevago come nella periferia torinese; e non lo è nella conservazione delle opere d’arte e delle testimonianze storiche. Sembra che non ci sia relazione tra un Caravaggio facilmente rubato a Palermo e una famiglia costretta a vivere in sei metri quadrati di baracca: e invece c’è, precisa, assoluta. Se il baraccato costituisse preoccupazione. Uguale preoccupazione costituirebbe il Caravaggio di San Lorenzo, la Zisa, Sabbioneta e il disegno di Leonardo. C’è una interdipendenza, un legame d’ordine: del solo e vero ordine che un paese civile deve tenere”.
Palermo. Italia. 2023.
Progetto organizzato da: Accademia di Belle Arti di Palermo, Sperone167, Amici dei Musei Siciliani.
Fotografie: Francesca Rocchio, Francisco Bosoletti.









