Cuerdas - Francisco Bosoletti
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“Cuerdas”

I am son of the Earth and the Starry Sky,
suspended in the colour of the Firmament.
I have arrived at the well-built housings in the heart of Europe.
I have left behind the white tree in whose shade souls are cooled in the river of oblivion
My mouth quenched its thirst in the fresh fountain of Remembrance.
My voice vibrated shaking the silence
My music made breasts tremble
I have broken the laces that tighten a stunned life
I have wanted and sought suffering provided that I can find a meaning
I only found passion in the heartbeat of a hug.
CUERDAS

 

The first intention, in the decision to represent a heart in Minsk, is to show the intimate universal human nature, leaving it emerge in its nudity from the deep cavities of lives forced to bend down to apparent certainties.
The vision of a possible freedom against a slave life.
The secret denunciation of the truth hidden under the veil of imposed beliefs.
Ropes that are blood and become chains.
Minsk heart of Europe.
Minsk primordial forests and large oaks.
Minsk the great rivers that cross it like arteries and buildings like perfect boxes.
Minsk hands of girls weaving century-old textures.
And, inside the wrapper, the poetic symphony of voices evoked by Svjatlana Aleksievič, big heart, who only waits to be able to beat.

 

Minsk, Belarus.
September 2017
Project: Urban Myths
Text by: Giuseppina Ottieri

__________

“Cuerdas”

Sono figlio della Terra e del Cielo Stellato,
sospeso nel colore del Firmamento.
Sono giunto presso le dimore ben costruite del cuore dell’Europa
Ho lasciato alle mie spalle il bianco albero alla cui ombra le anime si raffreddano nel fiume dell’oblio
La mia bocca si è dissetata alla fresca sorgente del Ricordo
La mia voce ha vibrato scuotendo il silenzio
La mia musica ha fatto tremare i petti
Ho infranto i lacci che stringono le vite nel torpore
Ho voluto e cercato la sofferenza a condizione di potervi trovare un significato
Solo ho trovato passione nel battito di un abbraccio.
CUERDAS

 

Il primo intento, nella decisione di rappresentare un cuore a Minsk, è quello di mostrare l’intima universale natura umana, lasciandola emergere nella sua nudità dalle cavità profonde di vite costrette a piegarsi a sicurezze apparenti.
La visione di una possibile libertà contro una vita da schiavi.
La denuncia segreta della verità celata sotto il velo delle credenze imposte.
Corde che sono sangue e diventano catene.
Minsk cuore d’Europa. Minsk delle foreste primordiali e delle grandi querce.
Minsk dei grandi fiumi che la percorrono come arterie e di edifici come scatole perfette.
Minsk mani di ragazze che tessono trame secolari.
E, dentro l’involucro, la poetica sinfonia di voci evocata da Svjatlana Aleksievič, grande cuore, che solo aspetta di poter battere.

 

Minsk, Bielorussia.
Settembre 2017
Project: Urban Myths
Testo: Giuseppina Ottieri

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Project